Tocca scrivere un post e non ne ho voglia.
Sto facendo una ricerca tra i bambini che frequentano le elementari e le medie di un grosso comune della zona.
I bimbi sono svegli e sono nella fase di passaggio dalla fanciullezza tutta ginocchia sbucciate e panini con la nutella alla zona: ‘oddio cheffà quella?’ per le bimbe e ‘le ragazze non mi interessano! (però mi tocco lì e alla mia compagna stan crescendo le zinne)’ per i bimbi.
Insomma, dopo una quindicina d’anni buoni, mi sono ritrovato in un mondo che avevo proprio dimenticato.
Nelle classi ci sono molti ragazzini che arrivano dall'estero.
Nelle stesse classi ci sono i figli e le figlie di genitori italiani che camminano tmsc con la mise giusta e i figli di stranieri con la maglia sdrucita e le scarpe riciclate.
Ora mi chiedo: io delle medie e delle superiori ho dei ricordi feroci e bastardissimi. Dove la cattiveria era una componente normale della vita quotidiana. Oggi, sti bimbi, come sono? Ci marciano su queste differenze? ghettizzano?
Ai miei tempi un ragazzino che veniva ghettizzato alle medie faceva fatica a redimere il suo cursus honorum e per molti anni delle superiori rimaneva sfigato, almeno dentro al paese. Con le ovvie ricadute personali. Adesso è cambiata la situazione? Oppure l’infanzia e l’adolescenza sono dei passaggi standard?
Non penso, visto che fino a 30 anni fa uno a 18 anni era già un uomo e appena 50 anni fa a 14 anni potevi già iniziare la tua carriera lavorativa degnamente. Le fasi della crescita cambiano. Chissà come… se avete qualche idea…


