Essere precari dà le sue soddisfazioni, lascia stare. Come dice la pubblicità: ‘un dia retta…’
Basta una bici da corsa Pinarello modello Treviso riverniciata verde e nero (ovviamente regalata),
bici in vendita su ebay qui (non mia)
completino abbinato Gatorade e un’amica dottoranda negli States che è in ferie. E si parte il mercoledì mattina per una sgambata.
Tragitto rurale. Ormelle, Basalghelle, Portobuffolè, Fontanelle, San Polo e Cimadolmo.
Poco traffico tranne certi punti. Si possono valutare attentamente i mezzi che ti sfiorano la parte sinistra del corpo e scoreggiano CO2 e Monossido di Carbonio.
E durante lo sforzo parte la categorizzazione:
Sbruffone: SUV scuro, guida nervosa, maschio 50enne od over, ti sorpassa tenendosi distante per dare potenza ai pochi cavalli utili (vista la mole);
Donna Pseudo-sbruffona: SUV del marito (vedi sopra). Abbronzata ma cadente. Imbranata alla guida e incapace di sorpassarti perché: ‘il macchinone è troppo grande e ho paura di prenderlo sotto’;
Agricolo: punto bianca diesel con finestrino abbassato e braccio fuori ad accarezzare la portiera. Canottiera. Abbronzatura avanzata. Barba di tre-quattro giorni. Pensiero unico: ‘ma cossa faeo un de 30 ani in giro in bici ae diese de matina invense de laorar?’
Camionista: camion bilico o rimorchio. Rinchiuso nell’abitacolo ariacondizionato. Cibì in mano. Ti sorpassa cautamente ma al pelo. Deve dimostrare la sua fluidità nella guida e assoluta sicurezza nel gestire lo spazio.
Camionista Cattivo: camion ribaltabile. Velocità pazzesca. Unico scopo quotidiano: fare i solchi nella strada. Totalmente incurante di chi pedala o cammina nel suo territorio.
Rappresentante: familiare a lucido. Telefono incorporato all’orecchio. Parla sempre. Ti sorpassa con una mega accelerata senza esitare a sfidare le macchine provenienti dalla parte opposta.
Pilota di Furgone: daily turbo produttore di fumo nero appena si tocca l’acceleratore. Deve andare veloce. Molto veloce. E il ciclista è un ostacolo da intimidire.
Nonno in giro per non annoiarsi: fiat ritmo grigia o bianca. Giuda lenta e zigzagante. Può sembrare innocuo ma non c’è da fidarsi causa i bianchetti che si scola nelle osterie di tappa.
Mamma trentenne adiposa: wolkswagen polo modello vecchio. Sudata per mancanza d'aria condizionata. Finestrino chiuso per evitare i colpi d’aria (calda) al pupo. Borse della spesa abbondanti. Surgelati in scioglimento. Ti inchioda dietro il culo perché ha paura a sorpassarti e aspetta che l’altra corsia sia libera per almeno 3 km.
Ora, se non vi ritrovate in nessuna di queste categorie, vi prego di prendere la macchina e venire a farvi un giro nell’opitergino-mottense che devo assolutamente categorizzarvi!
E’ una specie di timidezza.
Ma quando immagini ti si apre un mondo che al risveglio sparisce.
Molto meglio circoscrivere la linea in uno spazio bianco.
Descrivere le sensazioni senza provarle.
Succede. Il magone della fine della festa.
Le prime volte ero bambino.
Dieci anni e la domenica era magnifica. Il mare, gli amici, i genitori sorridenti e la pizza la sera.
Ma poi toccava dormire.
E la porta pulsava sulla soglia del lunedì. Minacciosa e malinconica.
Crescendo le cose cambiano. La festa e l’addio si profumano di donna.
Ma il dolore del distacco rimane uguale.
Vederla passare e sorridere. Senza capirne l’odore.
Costruire mondi diventa un esercizio vitale.
Una volta vidi Capossela in un bar. Finito lo spettacolo parlava con una ragazza.
Vinicio mi fa sognare.
Lo salutai nel cuore e tirai dritto.
Vivere un sogno è la cosa più brutta che ti possa capitare.

Prima lavoravo in ufficio. Computer-caffè-chiacchiere da caffè-computer-word-excel-ecc… Ora devo spostarmi molto di più in macchina. E posso ascoltare la radio.
Ecco.
Da buon medioman mi sintonizzo il più delle volte su radio2 o su radiodeejay. Radio3 potebbe interessarmi ma mi causa sonnolenza. Radio1 no… tranne Aldo Forbice la sera che mi fa morire per il modo in cui tratta le telefonate del pubblico e gli interventi, spesso idioti e superficiali, degli ‘autorevoli commentatori’.
Ma torniamo al punto: radio2 e radiodeejay sono le due emittenti che, insieme a RDS, si competono il pubblico giovanile radiofonico. Posto che RDS mi dà nausea solo a nominarla. Non so perché, non l’ho mai ascoltata volontariamente. Ma il jingle ‘errediesseeee’ mi fa CACARE. E cercare una buona radio locale è faticoso (Piterpan, BellaeMonella & Company no, grazie).
Vuoi mettere ‘diiggei!... pro-mo-sciòn’.
Ebbene, queste due emittenti hanno una programmazione apertamente, schifosamente, squallidamente maschilista. Tralascio Platinette, Fabiovolo e salvo ‘Il ruggito del coniglio’ solo perché Dose e Presta mi stanno simpatici. Ma per il resto sento una marea di volgarità e di battute scollacciate degne della peggiore commedia sexi all’italiana. Giuro, non so ancora come fanno a tenersi quelle due ascoltatrici due, ‘ste benedette radio.
I conduttori sono quasi tutti maschi. Ok, c’è la Pina col Diego che fanno una buona ora e mezza di programma maschilismo-free, e per fortuna! c’è Irene la medica, ma è altra cosa, c’è pure la palombelli (e qui le donne dovrebbero incazzarsi ancora di più) e qualche altra voce (fiamma sul due?). Ma i programmi su cui punto il dito sono tre in particolare:
1 – Dee Jay chiama Italia con Linus e Savino

immagine tratta dal sito di radiodj: http://www.deejay.it
2 – Sciambola con Albertino, Ferrari, DJ Angelo

immagine tratta dal sito di radiodj: http://www.deejay.it
3 – Viva Radio 2 con Fiorello e Baldini

immagine tratta da: http://www.rosariofiorello.it/
Queste tre trasmissioni di punta del palinsesto radiofonico (sappiamo che il picco di ascolti si aggira attorno all’ora di pranzo e cena, oltre che al mattino) emettono una serie abominevole di stronzate maschiliste senza freni o ritegno.
Va bene, mi direte che femminismo, post-femminismo, anti-femminismo sono già passati, che io sono un bacchettone e che le donne ‘ci passano sopra’. Col cazzo. Appunto. Gli esempi sono molti, ma basta elencare il sesso dei conduttori: TUTTI MASCHI. Strano? no…
Oppure l’esperimento Frangetta. Intento sociologico di prendere per il culo una ragazza-tipo milanese con il messaggio ultimo: ‘te la tiri troppo’, dovresti mollarla di più senza atteggiarti.
Viva radio 2 poi, dicono che ha un successo enorme, che è una trasmissione campione… ma a me sembra che campino per buona parte con battute disegnate su allusioni sessuali perlopiù maschiliste.
Quello che mi chiedo è: ma se queste programmazioni puntano ad un ascolto ‘giovane’, che va dai 15 anni ai 40 in sostanza (anche se Fiorello piace pure alle nonne…). Checcazzo di giovane hanno in testa gli autori? Un maschio infoiato ormonedipendente un po’ idiota e che vuole solo ridacchiare e trombare? Boh, il dubbio mi cresce con l’ascolto…