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o Pedro Cerrano: 'Bats, they are sick. I cannot hit curveball. Straightball I hit it very much. Curveball, bats are afraid. I ask Jobu to come, take fear from bats. I offer him cigar, rum. He will come.' In pratica: un insemenìo...
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lunedì, 14 gennaio 2008

e tu? inzuppi nel caffè?


Dopo una Bossi-Fini che fa cacare.

Dopo che Briatore non è più l'unico amore della Naomi.

Dopo che i leghisti non vogliono aprire le moschee e vanno a passeggio con i porci.

Dopo che nemmeno i Jefferson son serviti.

Bhe, dopo tutto questo, mi sento pienamente in grado e con l'AUTORITA' morale di proporre:


UNA LEGGE CHE RENDA OBBLIGATORIA LA SCOPATA INTER-ETNICA!


Anche se Odio Fabio Volo.

Anche se Ambra mi fa una pippa come operatrice umanitaria.

Anche se i negri han la pelle che puzza più di noi.

Anche se siamo tutti buoni prima del coito, ma poi vaffanculo e grazie.

Spero che questa mia proposta politica venga presa in seria considerazione dal Ministro Ferrero per migliorare le politiche d'integrazione razziale del paese.




martedì, 11 settembre 2007

Si sta come d'autunno


La fiction su Dalla Chiesa fa estremamente cacare. La guardo per farmi del male. Ma inorridisco ad ogni cambio di scena, nel senso che ho già faticato ad abituarmi a quella precedente e già mi tocca soffrire di nuovo.
La Sandrelli la preferivo mille volte qui:



Anche se non mi è mai piaciuto il suo modo di recitare. Ci siamo capiti.

Le fiction su personaggi scomodi del secolo andato mi puzzano da palliativo. Del tipo: la TV ne parla, allora ci si interessa ancora della cosa.

E quello che mi fa incazzare di più è che non si trasmette più lo SPORT gratis. Cazzo.

Se ci fosse sport alla TV potrei forse superare la mia depressione.
Mi dimenticherei della mia stupida condizione precaria, della mia idiota volontà di creare una famiglia, delle mie attese di integrazione in un paesino anonimo del trevigiano.

Ma in questo periodo di europei di basket, baseball e volley, mondiali di rugby, inizio campionato di calcio, si trasmettono solo poche partite nemmeno inserite nel palinsesto.

Ora, il mio ragionamento è semplice: già la vita è dura di per sè, se poi lo stato mi toglie pure il circenses, allora è chiaro che mi trovo ad appoggiare Grillo.

postato da: EdM alle ore 14:23 | link | commenti (6)
categorie: cinema, sport, televisione
giovedì, 14 giugno 2007

Oceano 13




Gran Bel Film!

Ritmo giusto, trama che regge a differenza del 12 che ogni tanto si impigliava. Sommamente autoironico - e questa è una virtù di questi tempi - con buone meta battute che fanno divertire il pubblico accorto/morboso di gossip ma anche gli attori stessi (Clooney e Pitt che alla fine si salutano come se fossero off camera). Una Ellen Barkin azzeccata. Una costruzione completa sebbene già scontata nel finale. Musiche che ti tengono in movimento dall'inizio alla fine. Intrecci complessi ma resi fruibili allo spettatore. 5 eurini spesi bene.

Promemoria per i cineasti italiani: come imparare a fare buon cinema d'intrattenimento senza scadere nel volgare.

postato da: EdM alle ore 07:33 | link | commenti (9)
categorie: cinema
venerdì, 04 maggio 2007

Silvano

Sembrerà strano, anzi mi sembra strano, ma molte volte nella vita ci si ricrede. Qualche anno fa feci una discussione, a tratti pietosa da parte mia, con Silvano Agosti. Era una serata organizzata dal LabMod, associazione culturale amata, che riprendeva il filone del cinema italiano contemporaneo. Avemmo l’occasione di parlare direttamente con Agosti dei suoi ‘film’, delle sue registrazioni per essere tecnici e asettici. Il pubblico, o almeno buona parte, si aspettava la proiezione de ‘il giardino delle delizie’, o ‘matti da slegare’, oppure del più recente ‘quartiere’.

 

Inizia la serata e Agosti decide di non mettere in visione ciò che aveva preannunciato – i suoi film sono difficilmente reperibili, se non andando direttamente nel suo cinema Azzurro a Roma – ma parte con una specie di monologo/comizio in cui vuole svelare ai presenti la vera essenza della vita. Da qui inizia dicendo che l’ingenuità infantile pre-scolare è l’unica vera purezza/ricchezza che si dovrebbe preservare e curare. Rincarando con la considerazione che la scuola, e più in generale le istituzioni, portano l’uomo a diventare un automa svuotato di vitalità e completamente assorbito dalle regole. Grazie. Come non mi fossero bastati i tredici anni di scuola dell’obbligo (considero il diploma socialmente obbligatorio, e non voglio dare accezioni a questo termine). Ti ci metti anche tu, penso io. Silvano termina la tirata, senza averci fatto vedere nemmeno un pezzettino della sua arte, dicendo che in nostri genitori cresciuti tra le mura di un ufficio o tra gli obblighi di un impiego fisso, sono i replicanti di una società malata che non riescono a fare altro che a figliare androidi pronti alla lobotomizzazione. E lì m’incazzo. Parto con la critica dicendo che queste considerazioni sono valide e datate ormai, ma che quello che non va è l’esagerazione nel dare giudizi netti e affrettati, senza lasciare un minimo spazio alla possibilità di auto-coscienza della crisi e delle contraddizioni della vita. In quel momento mi sento un paladino della mediocrità, un avvocato difensore dei ragionieri e dei ferrovieri, acchiappo a mani piene il termine NORMALE e lo faccio mio, lo coccolo come non ho fatto mai.

 

Alcuni tra il pubblico mi danno dello stronzo e dello stupido. Mi intimano di stare zitto. A loro rispondo a tono. Silvano mi risponde con lo sguardo pietoso di chi osserva un morto. Ma la lite si spegne lì purtroppo. Sono normale e fare a botte non lo è.

 

Questa sera però il ricordo mi provoca un attacco di malinconia. Non so cosa mi manca, ma mi manca. Mi basta poco per cambiare opinione e devo ammettere che quel cazzone di un despota di Silvano ha ragione. Ha tutta la ragione del mondo. E non lo dico perché lo penso, ma perché lo sento. Tra il petto e lo stomaco mi si è infilata questa sensazione precisa di essere al di fuori della genuinità. Di non poter raggiungere mai più quella soglia di ingenuità necessaria per lasciarsi prendere per mano. Non ho più parole.

 

PS: cazzone di un despota non lo dico a caso, ma lo credo, perché sebbene i ruoli si possano rifiutare, nel palcoscenico della vita essi ci costringono alla recita.


postato da: EdM alle ore 22:42 | link | commenti (9)
categorie: cinema