A furor di popolo posto un post.
E' da un pò di tempo che non passo di qua perché sto attivando quei pochi neuroni che mi son rimasti in capo per capire meglio come si muove il meetup di Treviso, anzi, i due meetup di Treviso.
Si, i meetup, quelli di Grillo. Anzi, che Grillo ha contribuito a creare. Bhe, poche seghe e vi dico che è gente interessante, con molte buone idee e con uno spirito spontaneistico che mi piace. Vedremo.
Ma l'argomento del post non è il meetup, è il
caco.
Si, il
caco, quel frutto arancio intenso che è buono da mangiare solo se ha la consistenza di uno scatarrozzo denso. A me piace da morire.
E oggi, di ritorno dal mio mezzo-giorno lavorativo comunale, assistevo lieto in coda con l'auto accesa e l'emissione di inquinanti a manetta ad un banchetto improvvisato. I miei preferiti.
Erano una ventina di uccelli, merli e storni che picchiettavano felici il dolce frutto carnoso.
E chissà perché ogni volta che mi risveglio e gli accadimenti non-umani mi riportano in vita ecco che penso subito a
Marcovaldo. Io sono
Marcovaldo.
Incapace, stralunato, disadattato.
Ma è tutta colpa del mio maestro elementare.
Nicola.
E' stato lui a regalarmi il libro di Calvino in quinta elementare, ha regalato un libro a tutti i bambini che lasciavano il caldo delle sue ali per addentrarsi nella selva oscura dei professori delle medie. E io l'ho letto quell'estate. E mi ci sono ritrovato. Nei topinambur che crescono tra le fessure dei marciapiedi. Negli uccelli che banchettano insieme con i cachi di un giardinetto di periferia.
E mi perdo.