dicono i conoscenti: era un bravo ragazzo
Aronne: dio bel, no sta farme pensar che i pol entrar in Italia quando che i vol…
Edo: ma come mai che el rumeno l’è cusì cativo? parché?
Aronne: satu ti? sarà che l’è stat comunista.
Edo: ah, mi no so, so solche che i dise che in romania i ha vert e carceri par far andar fora dai cojoni i deinquenti e i é vegnui tuti in Italia.
Aronne: ma l’è stat Prodi eh? col iera all’Europa l’ha vert lu e frontiere.
Edo: sti comunisti, i pensa che sene tuti ebeti, mi no so.
Aronne: saria da coparli tuti, cusì no i pol pi tornar, altro che rimpatriarli.
Edo: ma a zente del’est la è tuta cusì, no i lo fa a posta i è cativi par caratere. I te dispreza sempre. Mi co vae in Istria fae fadiga a trovar qualcheduni che me soride e no me varda par stort, i è fortunai che i ha un bel mar…
I pre-giudizi
Ecco.
Se dovessi riassumere l’uomo moderno in un’immagine, bhe, il pacchetto di cracker secondo me è la migliore.
Un uomo, o una donna, è indifferente, che consuma un pacchetto di cracker per placare la fame da noia. Ecco come vedo l’uomo ‘moderno’.
Lo so, sto usando un termine troppo vago, declinato in troppi significati per poter essere solido. Moderno. E’ più liquido direi…
Concedetemela.
Ma ora sto mangiando un pacchetto di cracker e mi vedo come summa del secolo. Con un delirio di onnipotenza, qui, davanti al mio pc, mentre mi districo tra lavoro, e-mail e messenger, affogo la noia in un pacchetto di miserrimi cracker salati.
Ascolto le pene d’amore di un amico, leggo dei risultati straordinari raggiunti dal mio sportivo preferito, invidio il lusso dei ricchi, cerco di fare il lavoro che devo senza ‘distrarmi’. Soffro e deglutisco la noia. Ho un tic nervoso alla gamba.
Ecco.
Essere precari dà le sue soddisfazioni, lascia stare. Come dice la pubblicità: ‘un dia retta…’
Basta una bici da corsa Pinarello modello Treviso riverniciata verde e nero (ovviamente regalata),
bici in vendita su ebay qui (non mia)
completino abbinato Gatorade e un’amica dottoranda negli States che è in ferie. E si parte il mercoledì mattina per una sgambata.
Tragitto rurale. Ormelle, Basalghelle, Portobuffolè, Fontanelle, San Polo e Cimadolmo.
Poco traffico tranne certi punti. Si possono valutare attentamente i mezzi che ti sfiorano la parte sinistra del corpo e scoreggiano CO2 e Monossido di Carbonio.
E durante lo sforzo parte la categorizzazione:
Sbruffone: SUV scuro, guida nervosa, maschio 50enne od over, ti sorpassa tenendosi distante per dare potenza ai pochi cavalli utili (vista la mole);
Donna Pseudo-sbruffona: SUV del marito (vedi sopra). Abbronzata ma cadente. Imbranata alla guida e incapace di sorpassarti perché: ‘il macchinone è troppo grande e ho paura di prenderlo sotto’;
Agricolo: punto bianca diesel con finestrino abbassato e braccio fuori ad accarezzare la portiera. Canottiera. Abbronzatura avanzata. Barba di tre-quattro giorni. Pensiero unico: ‘ma cossa faeo un de 30 ani in giro in bici ae diese de matina invense de laorar?’
Camionista: camion bilico o rimorchio. Rinchiuso nell’abitacolo ariacondizionato. Cibì in mano. Ti sorpassa cautamente ma al pelo. Deve dimostrare la sua fluidità nella guida e assoluta sicurezza nel gestire lo spazio.
Camionista Cattivo: camion ribaltabile. Velocità pazzesca. Unico scopo quotidiano: fare i solchi nella strada. Totalmente incurante di chi pedala o cammina nel suo territorio.
Rappresentante: familiare a lucido. Telefono incorporato all’orecchio. Parla sempre. Ti sorpassa con una mega accelerata senza esitare a sfidare le macchine provenienti dalla parte opposta.
Pilota di Furgone: daily turbo produttore di fumo nero appena si tocca l’acceleratore. Deve andare veloce. Molto veloce. E il ciclista è un ostacolo da intimidire.
Nonno in giro per non annoiarsi: fiat ritmo grigia o bianca. Giuda lenta e zigzagante. Può sembrare innocuo ma non c’è da fidarsi causa i bianchetti che si scola nelle osterie di tappa.
Mamma trentenne adiposa: wolkswagen polo modello vecchio. Sudata per mancanza d'aria condizionata. Finestrino chiuso per evitare i colpi d’aria (calda) al pupo. Borse della spesa abbondanti. Surgelati in scioglimento. Ti inchioda dietro il culo perché ha paura a sorpassarti e aspetta che l’altra corsia sia libera per almeno 3 km.
Ora, se non vi ritrovate in nessuna di queste categorie, vi prego di prendere la macchina e venire a farvi un giro nell’opitergino-mottense che devo assolutamente categorizzarvi!
Prima lavoravo in ufficio. Computer-caffè-chiacchiere da caffè-computer-word-excel-ecc… Ora devo spostarmi molto di più in macchina. E posso ascoltare la radio.
Ecco.
Da buon medioman mi sintonizzo il più delle volte su radio2 o su radiodeejay. Radio3 potebbe interessarmi ma mi causa sonnolenza. Radio1 no… tranne Aldo Forbice la sera che mi fa morire per il modo in cui tratta le telefonate del pubblico e gli interventi, spesso idioti e superficiali, degli ‘autorevoli commentatori’.
Ma torniamo al punto: radio2 e radiodeejay sono le due emittenti che, insieme a RDS, si competono il pubblico giovanile radiofonico. Posto che RDS mi dà nausea solo a nominarla. Non so perché, non l’ho mai ascoltata volontariamente. Ma il jingle ‘errediesseeee’ mi fa CACARE. E cercare una buona radio locale è faticoso (Piterpan, BellaeMonella & Company no, grazie).
Vuoi mettere ‘diiggei!... pro-mo-sciòn’.
Ebbene, queste due emittenti hanno una programmazione apertamente, schifosamente, squallidamente maschilista. Tralascio Platinette, Fabiovolo e salvo ‘Il ruggito del coniglio’ solo perché Dose e Presta mi stanno simpatici. Ma per il resto sento una marea di volgarità e di battute scollacciate degne della peggiore commedia sexi all’italiana. Giuro, non so ancora come fanno a tenersi quelle due ascoltatrici due, ‘ste benedette radio.
I conduttori sono quasi tutti maschi. Ok, c’è la Pina col Diego che fanno una buona ora e mezza di programma maschilismo-free, e per fortuna! c’è Irene la medica, ma è altra cosa, c’è pure la palombelli (e qui le donne dovrebbero incazzarsi ancora di più) e qualche altra voce (fiamma sul due?). Ma i programmi su cui punto il dito sono tre in particolare:
1 – Dee Jay chiama Italia con Linus e Savino

immagine tratta dal sito di radiodj: http://www.deejay.it
2 – Sciambola con Albertino, Ferrari, DJ Angelo

immagine tratta dal sito di radiodj: http://www.deejay.it
3 – Viva Radio 2 con Fiorello e Baldini

immagine tratta da: http://www.rosariofiorello.it/
Queste tre trasmissioni di punta del palinsesto radiofonico (sappiamo che il picco di ascolti si aggira attorno all’ora di pranzo e cena, oltre che al mattino) emettono una serie abominevole di stronzate maschiliste senza freni o ritegno.
Va bene, mi direte che femminismo, post-femminismo, anti-femminismo sono già passati, che io sono un bacchettone e che le donne ‘ci passano sopra’. Col cazzo. Appunto. Gli esempi sono molti, ma basta elencare il sesso dei conduttori: TUTTI MASCHI. Strano? no…
Oppure l’esperimento Frangetta. Intento sociologico di prendere per il culo una ragazza-tipo milanese con il messaggio ultimo: ‘te la tiri troppo’, dovresti mollarla di più senza atteggiarti.
Viva radio 2 poi, dicono che ha un successo enorme, che è una trasmissione campione… ma a me sembra che campino per buona parte con battute disegnate su allusioni sessuali perlopiù maschiliste.
Quello che mi chiedo è: ma se queste programmazioni puntano ad un ascolto ‘giovane’, che va dai 15 anni ai 40 in sostanza (anche se Fiorello piace pure alle nonne…). Checcazzo di giovane hanno in testa gli autori? Un maschio infoiato ormonedipendente un po’ idiota e che vuole solo ridacchiare e trombare? Boh, il dubbio mi cresce con l’ascolto…
Sto continuando il mio tour tra gli scolari.
Finite le medie è il turno delle quinte elementari. La quinta elementare è la dimensione che preferisco. La amo. Ti senti grande perché sei in quinta. Hai ancora 10-11 anni e il diritto di chiedere: ‘e adesso? cosa si fa?’. E, soprattutto, non ti dai le arie come quando sei alle medie. D’altronde, alle medie ti tocca chiamare ‘professore/ssa’ quello che ti stressa tutto il tempo, come non montarsi la testa?
Ci sono una serie di cose che mi stanno facendo impazzire di tenerezza come gli sguardi dei bambini che vogliono chiedermi qualcosa ma se ne vergognano e sorridono.
Esempio, di fronte alla domanda: ‘tu credi in Dio?’ che ha tre risposte possibili: ‘si; si, ma ho dei dubbi; no’, un bimbo mi guarda rosso in faccia e mi fa: ‘ma se rispondo si, ma ho dei dubbi, rimango ancora cattolico?’.
Alcune cose poi mi lasciano di m..da: un bimbo prima mi dice che gioca a tennis 2 volte la settimana, poi gli chiedo se il suo sogno è di diventare campione di tennis e con aria risoluta mi fa: ‘no, di golf’… e io da ebete gli chiedo: ‘allora hai visto Lotty, il cartone animato’ e lui: ‘no, mai, è che mi piace Tiger Woods’.
Altre mi spaventano: ‘ma, scusa, per telefilm si intende anche Walker Texas Ranger?’
Ecco, quando si parla di indagine sulla devianza…
Tocca scrivere un post e non ne ho voglia.
Sto facendo una ricerca tra i bambini che frequentano le elementari e le medie di un grosso comune della zona.
I bimbi sono svegli e sono nella fase di passaggio dalla fanciullezza tutta ginocchia sbucciate e panini con la nutella alla zona: ‘oddio cheffà quella?’ per le bimbe e ‘le ragazze non mi interessano! (però mi tocco lì e alla mia compagna stan crescendo le zinne)’ per i bimbi.
Insomma, dopo una quindicina d’anni buoni, mi sono ritrovato in un mondo che avevo proprio dimenticato.
Nelle classi ci sono molti ragazzini che arrivano dall'estero.
Nelle stesse classi ci sono i figli e le figlie di genitori italiani che camminano tmsc con la mise giusta e i figli di stranieri con la maglia sdrucita e le scarpe riciclate.
Ora mi chiedo: io delle medie e delle superiori ho dei ricordi feroci e bastardissimi. Dove la cattiveria era una componente normale della vita quotidiana. Oggi, sti bimbi, come sono? Ci marciano su queste differenze? ghettizzano?
Ai miei tempi un ragazzino che veniva ghettizzato alle medie faceva fatica a redimere il suo cursus honorum e per molti anni delle superiori rimaneva sfigato, almeno dentro al paese. Con le ovvie ricadute personali. Adesso è cambiata la situazione? Oppure l’infanzia e l’adolescenza sono dei passaggi standard?
Non penso, visto che fino a 30 anni fa uno a 18 anni era già un uomo e appena 50 anni fa a 14 anni potevi già iniziare la tua carriera lavorativa degnamente. Le fasi della crescita cambiano. Chissà come… se avete qualche idea…