In questi casi il termine esatto è deprivazione relativa.
Ho più di quello che avevo ma ultimamente un po’ meno e ne soffro.
Sono nato da genitori proletari. Non piccoloborghesi, quello lo sarebbero diventati presto. Hanno conosciuto le gioie degli anni ’70, le discoteche jesolane facendo una cinquantina di km in motorino, sesso, jeans, trucchi e capelli lunghi. Ma non la contraccezione. Per questo esisto.
Camionista e casalinga, grazie.
Ma è arrivata la crescita economica del nord est. Non capivo perché occorresse altro oltre all’anguria d’estate in compagnia.
Mi sono iscritto a sociologia per capire. E i miei sono entrati di diritto nell’universo piccoloborghese delle pagelle e delle riunioni scolastiche.
Ora sono precario. E capisco ancora meno.
Penso che mi credevo un fiore di campo e invece mi ritrovo in un'aiuola spartitraffico…
PS: la fiction su Rino faceva cagare, ma per fortuna che l'hanno fatta perché non ne potevo più di finti santi, eroi, papi e magistrati presi per il culo anche da morti.