ho il computer in riparazione...
ma ieri sera ho formulato IL pensiero che mi ha illuminato sulle cause della mia inconcludenza professionale: 'tutta colpa di Gigi Maifredi'
all'epoca comperavo Hurrà Juventus e Mi appiccicai il poster di Zavarov in camera (l'unico poster mai appeso, pensate che sfigato)...
il mio atteggiamento da tifoso era dovuto più alla necessità di inclusione sociale che ad un effettivo pathos, ma è da lì che è iniziato il mio declino personale. Con la perestrojka, Alejnikov, Zavarov e Michailichenko, iniziai a pensare seriamente che nella vita avrei potuto fare bene solo una cosa: la speranza disattesa...
Arrivavo da una infanzia fatta di Platini, Zoff e Laudrup, e passavo ad una preadolescenza in cui la vittoria in coppa Uefa era un traguardo libidinoso. Cercate di capire il mio stato d'animo.
Insomma, quella di ieri è stata una brutta nottata...
E’ una specie di timidezza.
Ma quando immagini ti si apre un mondo che al risveglio sparisce.
Molto meglio circoscrivere la linea in uno spazio bianco.
Descrivere le sensazioni senza provarle.
Succede. Il magone della fine della festa.
Le prime volte ero bambino.
Dieci anni e la domenica era magnifica. Il mare, gli amici, i genitori sorridenti e la pizza la sera.
Ma poi toccava dormire.
E la porta pulsava sulla soglia del lunedì. Minacciosa e malinconica.
Crescendo le cose cambiano. La festa e l’addio si profumano di donna.
Ma il dolore del distacco rimane uguale.
Vederla passare e sorridere. Senza capirne l’odore.
Costruire mondi diventa un esercizio vitale.
Una volta vidi Capossela in un bar. Finito lo spettacolo parlava con una ragazza.
Vinicio mi fa sognare.
Lo salutai nel cuore e tirai dritto.
Vivere un sogno è la cosa più brutta che ti possa capitare.