ho il computer in riparazione...
ma ieri sera ho formulato IL pensiero che mi ha illuminato sulle cause della mia inconcludenza professionale: 'tutta colpa di Gigi Maifredi'
all'epoca comperavo Hurrà Juventus e Mi appiccicai il poster di Zavarov in camera (l'unico poster mai appeso, pensate che sfigato)...
il mio atteggiamento da tifoso era dovuto più alla necessità di inclusione sociale che ad un effettivo pathos, ma è da lì che è iniziato il mio declino personale. Con la perestrojka, Alejnikov, Zavarov e Michailichenko, iniziai a pensare seriamente che nella vita avrei potuto fare bene solo una cosa: la speranza disattesa...
Arrivavo da una infanzia fatta di Platini, Zoff e Laudrup, e passavo ad una preadolescenza in cui la vittoria in coppa Uefa era un traguardo libidinoso. Cercate di capire il mio stato d'animo.
Insomma, quella di ieri è stata una brutta nottata...
camminare… faticare… il peso dello zaino… ma quando arrivi ti senti 2250 metri sopra il cielo!
tragitto:
1° giorno giro del Pelmo;


3° giorno ritorno a Palafavera passando per il Coldai (causa noie ai legamenti vari…)
consigliato a chi ama la montagna e a chi sa che faticare serve per godere meglio
Essere precari dà le sue soddisfazioni, lascia stare. Come dice la pubblicità: ‘un dia retta…’
Basta una bici da corsa Pinarello modello Treviso riverniciata verde e nero (ovviamente regalata),
bici in vendita su ebay qui (non mia)
completino abbinato Gatorade e un’amica dottoranda negli States che è in ferie. E si parte il mercoledì mattina per una sgambata.
Tragitto rurale. Ormelle, Basalghelle, Portobuffolè, Fontanelle, San Polo e Cimadolmo.
Poco traffico tranne certi punti. Si possono valutare attentamente i mezzi che ti sfiorano la parte sinistra del corpo e scoreggiano CO2 e Monossido di Carbonio.
E durante lo sforzo parte la categorizzazione:
Sbruffone: SUV scuro, guida nervosa, maschio 50enne od over, ti sorpassa tenendosi distante per dare potenza ai pochi cavalli utili (vista la mole);
Donna Pseudo-sbruffona: SUV del marito (vedi sopra). Abbronzata ma cadente. Imbranata alla guida e incapace di sorpassarti perché: ‘il macchinone è troppo grande e ho paura di prenderlo sotto’;
Agricolo: punto bianca diesel con finestrino abbassato e braccio fuori ad accarezzare la portiera. Canottiera. Abbronzatura avanzata. Barba di tre-quattro giorni. Pensiero unico: ‘ma cossa faeo un de 30 ani in giro in bici ae diese de matina invense de laorar?’
Camionista: camion bilico o rimorchio. Rinchiuso nell’abitacolo ariacondizionato. Cibì in mano. Ti sorpassa cautamente ma al pelo. Deve dimostrare la sua fluidità nella guida e assoluta sicurezza nel gestire lo spazio.
Camionista Cattivo: camion ribaltabile. Velocità pazzesca. Unico scopo quotidiano: fare i solchi nella strada. Totalmente incurante di chi pedala o cammina nel suo territorio.
Rappresentante: familiare a lucido. Telefono incorporato all’orecchio. Parla sempre. Ti sorpassa con una mega accelerata senza esitare a sfidare le macchine provenienti dalla parte opposta.
Pilota di Furgone: daily turbo produttore di fumo nero appena si tocca l’acceleratore. Deve andare veloce. Molto veloce. E il ciclista è un ostacolo da intimidire.
Nonno in giro per non annoiarsi: fiat ritmo grigia o bianca. Giuda lenta e zigzagante. Può sembrare innocuo ma non c’è da fidarsi causa i bianchetti che si scola nelle osterie di tappa.
Mamma trentenne adiposa: wolkswagen polo modello vecchio. Sudata per mancanza d'aria condizionata. Finestrino chiuso per evitare i colpi d’aria (calda) al pupo. Borse della spesa abbondanti. Surgelati in scioglimento. Ti inchioda dietro il culo perché ha paura a sorpassarti e aspetta che l’altra corsia sia libera per almeno 3 km.
Ora, se non vi ritrovate in nessuna di queste categorie, vi prego di prendere la macchina e venire a farvi un giro nell’opitergino-mottense che devo assolutamente categorizzarvi!